Fermiamo questo massacro!

 

da: Danilo Pomicino

a: webmaster@exbaba.it

Inviata: sabato 2 maggio 2009 - ore 12,40

Data: 3 maggio 2009

Mi chiamo Danilo Pomicino, sono un ragazzo napoletano di quasi 29 anni e scrivo da Napoli. Non ho paura di ripercussioni, anzi citerò tutti i nomi e cognomi di chi conosco assumendomene tutta la responsabilità.

Sono purtroppo un vittima ferita di quello che io oso definire “SISTEMA SAI BABA”. Un sistema molto fitto e complesso, difficile da concepire e da raggiungere.

Sono ormai un figlio di genitori separati poiché mia madre Margherita Scilla è dal 1992 devota di questo signore. Tutto comincia sempre quando la mente umana comincia a vacillare, ad avere dei dubbi, delle incertezze su questa vita e sulla nostra esistenza. E’ da li che nasce tutto, dal 1992 infatti mia madre perde la sua “cara ed adorata “ mamma. Da qui una forte depressione che la spinge quasi al suicidio. Mio padre, vedendosi perso, chiede aiuto a colleghi di lavoro i quali consigliano all’unanimità di far uscire mia madre dal tunnel in cui si era cacciata. L’unico modo era quello di distrarsi, di cambiare orizzonte, di scoprire qualcosa di nuovo. A quel punto mio Padre spinto anche dalla disperazione contatta il gruppo di Napoli PADRONEGGIATO da una certa signora chiamata BRUNI MARIA. I miei genitori entrano a far parte di questo gruppo di preghiera.

All’inizio tutto sembra meraviglioso ma poi….cominciano ad uscire regole improvvise, stili di vita da dover cambiare, scelte che devono essere applicate in maniera drastica previa l’espulsione. A quel tempo avevo poco più di 15 anni (1995) quando mia madre comincia a viaggiare per l’India lasciando mio padre e me a casa quasi 2 volte l’anno. Mio padre ha ormai compreso che questa situazione si era fatta troppo grande per lui, che forse qualcosa “puzzava di marcio” e così decide di abbandonare il gruppo. Ovviamente la convivenza non è più facile ma soprattutto non è più quella di una volta. Mia madre comincia a fare una vita sempre più rinunciataria, privandosi di ogni forma di divertimento per raggiungere il suo NIRVANA spirituale. Torna dall’ India sempre più convinta che questo “capellone” in abitino arancione sia Dio sceso sulla terra. Torna con anelli fatti all’istante, con polveri miracolose ed è ormai persa interamente in tutto. Mio padre diventa ormai una persona infelice, senza più una moglie accanto. A mia madre viene vietata anche l’attività sessuale se il proprio partner mangi carne o pesce. Immaginatevi quindi questi anni come trascorrono.

Nel 1998, in occasione dei miei primi ed unici 18 anni di vita, come tutti i ragazzi, decidiamo di fare una festa per riunire parenti ed amici, una festa alla quale mia madre decide di non partecipare, di non essere presente poiché questa festa poteva essere considerata una forma di piacere e di divertimento.

Nel 1999 poteva esserci una svolta, mio padre è ormai sul punto di lasciare mia madre quando decide di affrontare una strada molto dura e rischiosa: comprare casa. Vivevamo infatti in un piccolo appartamento in affitto da quasi 20 anni, quando mio padre, per dare dimostrazione di quanto amasse mia madre, decide di indebitarsi con un mutuo per trovare e acquistare casa. Casa che viene comprata per la nostra gioia, ma non quella di mia madre. Tutto l’arredamento infatti, mattonelle e accessori vari, vengono scelti da me poiché mia madre si rifiutava quasi di voler entrare in quella nuova casa per chi sa quale insulso motivo.

Passano 2 anni e nel 2001 accade una cosa meravigliosa: mia madre, se pur avanti con l’età, rimane incinta. A questo punto capisco che mio padre fa di tutto per salvare il suo matrimonio e così la coppia decide di avere un altro figlio (il secondo poiché ero figlio unico) per tentare di salvare la “barca”. Qui però avviene l’irreparabile. A mia madre viene imposto il riposo assoluto poiché fino al 3 mese di gravidanza questa viene considerata a rischio. Nello stesso tempo però mia madre è chiamata a partire per l’India per uno degli ultimi viaggi del gruppo di Napoli. Mio padre, io e tutta la famiglia ci opponiamo con tutte le nostre forze ma tutto risulta vano. Mia madre parte per l’India dove di lì a poco, con temperature che superano i 40 gradi, con le malattie e la scarsità di igiene, ha un aborto spontaneo.

Da qui capisco che ormai tutto e perso, le cose non possono più aggiustarsi, mio padre ormai distrutto dal dolore per tutti gli sforzi compiuti invano decide “finalmente” di lasciare mia madre e chiedere il divorzio.

Dal 2003 i miei genitori sono separati ed io vivo con mia madre nella casa che mio padre sta ancora finendo di pagare con l’attesa di poter andar via di qui. Mia madre è una donna oramai distrutta, massacrata dalla sua religione. Una donna che non si trucca più, ha capelli lunghi fino a terra, è vegetariana per scelta religiosa ma proibisce a me di mangiare carne e pesce in sua presenza (immaginate quindi il mio stile di vita alimentare, immaginate il non poter invitare gente a casa per problemi legati alla tavola), mia madre vive in uno stato quasi vegetativo, se non fosse per il suo lavoro (la scuola elementare) che la distrae un po', credo sarebbe già finita. Una persona che ha abolito ogni forma di divertimento e piacere, dove tutto ciò che le sta intorno diventa “contorno”.

Ormai le mie battaglie sono finite, anche dopo la morte di Maria Bruni citata precedentemente le cose non sono cambiate: mia madre continua a vivere nel suo stato come se si trovasse sul cocuzzolo di una montagna non capendo che la vita è questa e non va sprecata. Ma lei purtroppo crede che questa vita sia ormai bruciata nel suo Karma e quindi aspetta con ansia la morte, nell’attesa delle sua nuova reincarnazione.

Spedisco questa lettera con dolore e pianto, non nego di aver avuto rancore e aver provato ogni forma di disprezzo per questo santone. Vi prego fermate questo massacro, fatelo per mia madre ma soprattutto per tutti quelli che ancora si trovano in una posizione dove è ancora possibile uscirne illesi o almeno con poche ferite.

Fermate tutto questo, è assurdo che il cervello umano possa così lesionarsi e distruggersi.

Grazie per avermi dato questo piccolo spazio su cui piangere e sfogarmi.

Danilo Pomicino